Testimonianze

Futuro Presente, risposte mirate alle emergenze e per l’inclusione sociale

Giovani ragazze-madri italiane, donne straniere con bambini e minori stranieri non accompagnati non sono più soli. Al loro fianco, per far fronte alle emergenze del quotidiano e per lavorare alla propria inclusione sociale c’è “Futuro Presente”. Il progetto viene attuato da NOVE, Caring Humans in collaborazione con enti del Terzo Settore, Cooperative Sociali che gestiscono […]

“Safe Space”: condivisione e crescita per le rifugiate afghane

Prosegue con successo il progetto “Safe Space”, lanciato nel 2022 e giunto alla terza annualità. Con la condivisione di spazi online sicuri, NOVE Caring Humans promuove il benessere mentale delle rifugiate afghane. Uno strumento efficace che contribuisce al loro inserimento sociale nelle nuove comunità dei paesi ospitanti. Il potenziamento delle competenze dello staff di NOVE […]

Sport4Equality: una rete salvavita contro il bullismo

Storia a lieto fine per un adolescente a lungo vittima di bullismo a scuola, uscito dal silenzio e dall’isolamento grazie al supporto psicologico fornito da NOVE, Caring Humans, nell’ambito del progetto Sport4Equality. Mustafa è un adolescente come tanti altri: liceale, è impegnato con gli scout, frequenta l’attività sportiva di atletica, con interesse e serietà. Proprio […]

Sport4Equality: la centralità del supporto psicologico per i ragazzi e le famiglie

“Nel corso della terza annualità del nostro progetto, stiamo implementando un importante miglioramento: l’aumento del supporto psicologico per i partecipanti, sia adulti che minori. Questa decisione è stata guidata dai feedback preziosi raccolti dai partecipanti negli anni precedenti, che hanno evidenziato la crescente necessità di un sostegno psicologico più ampio e mirato”. A raccontare dall’interno […]

L’unica speranza per il futuro . Storia di Khalid

Khalid è un bambino di 7 anni. Ha due fratelli di 15 e 7 anni e una sorella di 12. Sua madre è una casalinga, suo padre un agente di polizia. Khalid e la sua famiglia avevano una vita prospera e felice, una vita normale. Poi una bomba ha colpito proprio la strada dove il padre di Khalid era di pattuglia. L’uomo è morto, e per la sua famiglia è iniziata una vita diversa (…)

Il ristorante delle donne. Storia di Wahida

Wahida ha 40 anni e vive a Kabul  dove gestisce un ristorante da ormai 8 anni. Il suo ristorante Vende cibo tradizionale afghano, ma soprattutto è gestita da donne e ospita donne (…)

Molto più che una questione di duro lavoro. Storia di Hasna

Hasna ha 33 anni, vive a Herat e ha iniziato a fare sartoria quando aveva 15 anni. Durante il governo repubblicano, aveva un negozio nel mercato femminile di Herat. Una volta messi da parte abbastanza soldi per poter assumere altre donne, ha avviato una vera impresa di sartoria (…)

Sopravvivere vendendo cosmetici in Afghanistan. Storia di Laila

Laila ha 25 anni, vive a Kabul e ha iniziato a lavorare dopo aver frequentato i corsi di formazione professionale di NOVE in sviluppo aziendale.
6 mesi fa, ha avviato un negozio online di prodotti cosmetici e di bellezza per donne. Vende prodotti sia afghani che stranieri ed è anche una grossista che fornisce prodotti di bellezza a alcuni negozi nei mercati di Kabul (…)

Un nuovo inizio. Storia di Nisar

Nisar ha dodici anni e da ormai un anno e mezzo vive nell’orfanotrofio di Kapisa . Suo padre è morto 9 anni fa, 2 anni fa, a causa di una grave malattia, ha perso anche la mamma. La sorella maggiore, di 20 anni, si è sposata e si è trasferita in Iran. Alla morte della mamma, Nisar e sua sorella Behista di 13 anni, si sono trasferiti dallo zio, l’unico parente rimasto (…)

Mi sembrava che una lama mi avesse trafitto l’anima. Storia di Nabila.

Avevo un lavoro non molto remunerativo, mia suocera e mio marito riuscivano a fare dei lavori saltuari, unendo i proventi riuscivamo ad andare avanti. Dopo l’arrivo dei talebani la crisi è diventata sempre più grave, i prezzi sono diventati sempre più alti e il lavoro è iniziato a mancare. Io ho perso il mio impiego e i lavori, sempre più saltuari, non bastavano a mantenerci (…)

Una vita lontana da preoccupazioni e povertà. Storia di Rustam

Rustam ha 9 anni e un fratello più piccolo, Omer, di 7 anni. Fino ad agosto 2021, entrambi vivevano con la madre e il padre. Dopo l’instaurazione del regime talebano, però, il padre ha sviluppato una tossicodipendenza, ha abbandonato la sua famiglia e non è più tornato a casa. Ancora oggi non sanno dove si trovi e se sia ancora vivo (…)

Lottare per la vita sempre. Storia di M. e di sua mamma N.

Quando, ad agosto 2021, i talebani riprendono il potere, chi può cerca di scappare e di arrivare in fretta in aeroporto con la speranza di poter salire sul primo volo umanitario. N. è una donna colta, lavora nell’ambito internazionale e ha in grembo una figlia che dovrebbe nascere a giorni; se dovessero rimanere in Afghanistan la loro stessa sopravvivenza sarebbe a rischio (…)

Catapultate in un nuovo mondo. Storia di S. e H.

S. e H. sono sorelle e sono state evacuate dall’Afghanistan due anni fa con i genitori e le tre sorelle neo-maggiorenni. In Afghanistan avevano un tenore di vita privilegiata, soprattutto grazie al padre e al ruolo che ricopriva. Le ragazze più grandi frequentavano l’università, le bambine frequentavano la scuola e avevano una vita piena di amici, familiari, attività (…)

Cos’è lo Zanshin Tech, l’arte marziale che insegna a difendersi dalle aggressioni nel mondo digitale

Lo Zanshin Tech è un’arte marziale digitale che attraverso attività pratiche svolte in presenza o online, permette a giovani e adulti di apprendere tecniche e strategie finalizzate a difendersi da qualsiasi aggressione nel mondo digitale: cyberbullismo, truffe, phishing, adescamento, ecc. Nello Zanshin Tech insegniamo a diventare “guerrieri digitali”: competenti, educati al rispetto e sempre pronti ad aiutare il prossimo nel momento del bisogno (…)

Storia di Mohammadullah. Il diritto di sognare

Mohammadullah nasce nella provincia di Wardak, a sud di Kabul, è di etnia pashtun. Dal 1992, per una scheggia che lo ferisce alla schiena, perde l’uso delle gambe. Con le scuole inaccessibili a chi è in carrozzina, impara solo a leggere e scrivere. Per aiutare la famiglia, ripara biciclette, forature per lo più, e passa il tempo nel negozietto del padre, un rigattiere. Silenzioso e mite, sembra non avere ambizioni, rassegnato. Invece vorrebbe un negozio vero, dove fare l’imprenditore, incontrare gente, sentirsi parte del mondo. (…)

Storia di Meena. La ricetta per la libertà

Quella per la cucina era sempre stata solo una passione per Meena, ma quando i Talebani sono tornati al potere In Afghanistan è stata proprio la cucina a salvarla. Prima dell’agosto 2021 Meena lavorava in un ufficio. Con il ritorno dei Talebani si è trovata da un giorno all’altro senza lavoro e senza soldi. Di fatto senza futuro. Ma non poteva e non voleva restare ferma. Attraverso il passaparola ha conosciuto i corsi di formazione e business per l’avviamento professionale organizzati da NOVE. (…)

Sport e comunità: Il percorso di Carla con Sport4Equality

Carla è mamma di 4 ragazzi e ragazze. Tutti i suoi figli partecipano al progetto di Sport4Equality. La sua è una famiglia monoparentale e gestire i 4 figli per Carla è stancante, mentalmente e fisicamente. I suoi figli sono dislessici e con l’inizio delle superiori hanno dovuto faticare molto per non perdere il passo. Nonostante Carla non abbia mai praticato sport, non ha permesso ai figli di rinunciare alle attività sportive. (…)

Sport e Genitorialità. Intervista con Margherita, psicologa del progetto Sport4equality

Margherita è una psicologa. All’interno del progetto Sport4Equality è responsabile della gestione e conduzione del percorso di sostegno alla genitorialità e di counseling psicologico per i genitori. Margherita si interfaccia con i genitori in una serie di incontri tematici relativi alla preadolescenza e all’adolescenza. Principalmente si affrontano i temi della comunicazione, dell’affettività e del rapporto con i pari (…)

Senza istruzione non c’è futuro. La storia di Aida

“Quando mi sono sposata avevo dodici anni. Dopo la morte di mio padre, mia madre si è risposata e il suocero l’ha costretta a darmi in moglie un uomo di settantaquattro anni. Ero piccola e non mi ricordo molto di quel periodo. Volevo andare a scuola, mio marito era d’accordo, ma vivevamo in campagna e la scuola era lontana, così sono rimasta analfabeta” (…)

Una speranza per i sogni. Storia di Mirwais

Mirwais, dodicenne, è nell’orfanotrofio di Kapisa da qualche anno. Suo padre è stato ucciso mentre combatteva contro i talebani. Un anno dopo anche la madre è morta a causa di una malattia, che Mirwais chiama “la malattia degli occhi gialli”, probabilmente una forma di epatite. Così descrive il suo stato familiare: “Mio padre è morto per la guerra, mia madre per la malattia, perciò sono senza padre e senza madre” (…)

L’opportunità di una nuova vita. Storia di Nazifa

Nazifa da bambina desiderava tanto studiare ma non ha mai potuto andare a scuola. Sentiva che le mancava qualcosa di importante: “Mi sembrava a volte di avere un velo davanti agli occhi, mi capitava anche di combinare guai perché non sapevo leggere”. C’erano troppe cose che non riusciva a capire, sapere (…)

La lunga fuga. Storia di Aqela

Aqela, ventinove anni, ci aspetta in strada. Cappotto nero, gonna lunga nera, sciarpa nera che lascia scoperti solo meravigliosi occhi blu. La seguiamo a piedi in una stradina troppo stretta e ripida per le auto. Oltrepassato un cancello e due piccoli cortili, ci infiliamo in una stanza. È cupa, in terra la moquette rossa consumata. Un soppalco permette a malapena di stare in piedi, l’unica finestrella è nascosta dalle tende. Una luce al neon rende più tristi i volti e il suo racconto (…)

La forza di una madre. Storia di Tarana

Tarana è cresciuta e andata a scuola in Iran, rientrata con la famiglia in Afghanistan, viene data in sposa e dà alla luce due bambini, il più piccolo con una paralisi cerebrale e altre importanti complicazioni. Le difficoltà scaturite da queste gravi patologie sono state la scintilla che ha fatto esplodere un’unione già critica (…)

La soluzione non è morire. Storia di Laleh

Laleh è una ragazza aggraziata, piccola di statura, dall’espressione triste per non dire disperata. Tre anni fa Il marito è morto in un’esplosione, hanno cercato il corpo senza trovarne nemmeno un pezzetto. Da allora è rimasta sola con i figli: una femmina di dieci anni, un maschio di nove e uno di quattro (…)

La rotta dei sogni. Storia di Parisa

Parisa ha lasciato l’Afghanistan con la sua famiglia durante il primo regime talebano (1996-2001) ancora bambina, è cresciuta e ha studiato in Iran. A 16 anni il primo salto nel buio: è stata data in sposa dal padre a un perfetto estraneo, senza possibilità di opporsi. Parisa ha avuto pazienza e fortuna, nel tempo è riuscita a costruire un rapporto di amore con suo marito, da cui ha avuto tre figli. Ma continua a pensare che è diritto di ogni ragazzo e ragazza scegliere il proprio futuro (…)