14Giu

Cos’è lo Zanshin Tech, l’arte marziale che insegna a difendersi dalle aggressioni nel mondo digitale

La testimonianza di Maurizio Germano

Nello Zanshin Tech insegniamo a diventare “guerrieri digitali”: competenti, educati al rispetto e sempre pronti ad aiutare il prossimo nel momento del bisogno.

Lo Zanshin Tech è un’arte marziale digitale che attraverso attività pratiche svolte in presenza o online, permette a giovani e adulti di apprendere tecniche e strategie finalizzate a difendersi da qualsiasi aggressione nel mondo digitale: cyberbullismo, truffe, phishing, adescamento, ecc.

Zanshin Tech vuol dire “mente vigile nel mondo tecnologico” e, come in tutte le arti marziali, la disciplina insegna tecniche di difesa e regole di comportamento mirate ad educare il praticante. In un clima di “rispetto reciproco” il “guerriero digitale” impara così a costruire la propria immagine digitale mantenendo sempre vigile la mente per riuscire prevenire qualsiasi rischio.

La disciplina è rivolta a tutti e, in relazione all’età dei praticanti e ai vari contesti in cui è praticata, si avvale di strumenti diversi. Tutti imparano immediatamente le regole di comportamento alla base della disciplina che, accompagnate poi da vere e proprie tecniche di difesa astratte dai principi della cybersecurity, permettono a chiunque di apprendere quali sono i comportamenti a rischio da evitare e a riconoscere le insidie presenti nel mondo digitale.

Dopo questa prima fase introduttiva i percorsi formativi spesso si dividono, così mentre gli adulti apprendono come utilizzare i propri device in completa sicurezza gestendo adeguatamente social, account, password e relazioni nel mondo digitale, i giovani approfondiscono le competenze informatiche legate alla cybersecurity anche attraverso attività ludiche e motorie.

Sport4equality, grazie alla disciplina dello Zanshin Tech, propone uno strumento che permette anche di osservare ed analizzare alcuni fenomeni, come il cyberbullismo, che a volte tra i giovani si radica in contesti caratterizzati da distanze culturali. Osservare questi fenomeni con occhio “vigile” e consapevole permette di costruire una coscienza collettiva basata sul rispetto reciproco, unica via, come insegnano le Arti Marziali, per pacificare sempre qualsiasi conflitto.

Maurizio, il principale formatore dei laboratori di Alfabetizzazione Digitale e contrasto al cyberbullismo del progetto Sport4Equality, racconta così le attività destinate ai ragazzi:

 

Il metodo è basato sul gioco, sull’attivazione motoria, sull’osservazione. Ogni incontro prevede una parte teorico informativa e una pratica esperienziale. Nel progetto sport4equality abbiamo svolto un percorso graduale seguendo tre step: svelare i pericoli della rete, raccontare storie vere, raccontare come persone preparate hanno fronteggiato in maniera efficace situazioni di aggressione.

 

Nel progetto viene dato ampio spazio al ruolo dei genitori. Negli incontri rivolti alle famiglie vengono illustrati i rischi cui i giovani spesso vanno inconsapevolmente incontro, ma anche i segnali che possono far intuire la presenza di problematiche relative alle loro attività nel mondo digitale. La dipendenza da internet, le regole per l’uso dei device da condividere in famiglia, l’esempio e la condivisione dei social sono argomenti che riscuotono sempre grande interesse nei genitori che a volte scoprono come problemi spesso visti come insormontabili possono avere soluzioni alla portata di tutti.

 

Il lavoro di educazione all’emotività è parte fondamentale del processo educativo: poiché la differenza tra mondo fisico e digitale è legata allo strumento e non alle reazioni umane, è fondamentale comprendere il meccanismo dell’ansia e le reazioni che si innescano in caso di aggressione per imparare a riconoscerle e padroneggiarle.

 

Per tutti un solo, unico, importantissimo messaggio: molti dei problemi che caratterizzano il mondo di internet e l’uso disfunzionale che molti ne fanno sembrano non lasciare scampo. La dipendenza, il cyberbullismo, l’adescamento, lo stalking a volte sembrano incubi da cui appare impossibile uscire. A tutti, invece, diciamo che questo non è vero: c’è sempre una soluzione a tutto. Nello Zanshin Tech insegniamo a non arrendersi mai, a imparare a chiedere aiuto, a lavorare in squadra nel momento del bisogno e, soprattutto, a credere in sé stessi e nei propri compagni.

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