Per oltre quarant’anni, l’Afghanistan ha subito insicurezza cronica, frequenti disastri climatici e conflitti ricorrenti, che hanno portato al progressivo indebolimento della situazione economico-sociale, sfociando in una delle crisi di mobilità forzata più significative a livello globale.
Secondo i dati pubblicati da UNHCR, nel 2025 il numero di persone sfollate internamente (IDP) in Afghanistan è stato di circa 3,2 milioni. A loro si è aggiunto un crescente numero di afghani rientrati forzatamente da Iran e Pakistan, a seguito dell’inasprimento delle politiche migratorie e del deterioramento dei rapporti regionali. Questi rientri massivi hanno esercitato ulteriore pressione su comunità già fragili, servizi essenziali e mercati del lavoro informali.
L’impatto su donne e ragazze
A causa dei tabù culturali e dei divieti imposti dalle autorità talebane, per le afghane è difficile accedere anche a servizi essenziali come la sanità e gli aiuti umanitari. Le donne sfollate internamente o rimpatriate dall’estero sono le più esposte. Spesso prive di una fonte di reddito stabile, di un’abitazione sicura e, in molti casi, di documenti d’identità, molte possono sopravvivere solo grazie alla solidarietà informale di parenti o estranei, restando esposte a gravi rischi di sfruttamento, esclusione e violenza.
In collaborazione con l’associazione afghana Harakat, NOVE ha realizzato a Kabul e Jalalabad il progetto Donne in Ripartenza, per promuovere l’autonomia socioeconomica di 50 donne, di cui circa il 50% sfollate internamente e le restanti rimpatriate.
Il progetto ha ampliato le opportunità di lavoro per tutte le donne coinvolte, offrendo un percorso strutturato di formazione in piccola imprenditoria, finanza di base e marketing, finalizzato all’avvio o al rafforzamento di SME (Small and Medium Enterprises) femminili, centrate su attività economiche sostenibili.
Al termine dei corsi di formazione, della durata di tre mesi, le donne formate hanno presentato un business plan alla Commissione composta da rappresentanti delle locali Camere di Commercio Femminili, NOVE, Harakat e altri stakeholder locali. Le 25 proposte giudicate più solide e promettenti hanno ricevuto un supporto tecnico e finanziario di 2.100 dollari ciascuna, abbinato a un percorso di coaching individuale di tre mesi che ha accompagnato le piccole imprenditrici nel superamento delle sfide iniziali e nel consolidamento delle attività.