30Gen

Una pietra dopo l’altra

Ricostruire, dopo il terremoto


Nelle province orientali, il terremoto di agosto 2025 ha demolito o gravemente danneggiato oltre 6.700 abitazioni, scuole e strutture sanitarie, peggiorando la situazione già ad alto rischio della popolazione locale, soprattutto quella di donne, minori e persone con disabilità.

Con il progetto Una pietra dopo l’altra, NOVE ha ricostruito le abitazioni totalmente distrutte di Samena e Nafas Gul, due donne capofamiglia della provincia di Nangarhar.
Samena, vedova di 39 anni, ha 8 figli piccoli. Per costruire la casa dove abitava, ridotta in macerie dal terremoto, aveva contratto un debito che non è in grado di ripagare. La sua unica fonte di reddito sono saltuari lavori di taglio e cucito; non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. Lei e tutti i bambini hanno trovato rifugio in una piccola stanza in affitto, fino a quando NOVE le ha consegnato la nuova casa.
Nafas Gul, vedova di 58 anni, e le sue due figlie, non hanno nessun introito né il modo di procurarselo, per via dei divieti e della grave povertà diffusa nella zona. L’unico figlio maschio di Nafas Gul è adulto ma non può lavorare: ha una grave disabilità mentale e dipende interamente dalla madre. La famiglia ha trovato un precario alloggio in una tenda fino a quando ha ricevuto da NOVE la casa nuova.
Avere una casa non risolve tutti i problemi delle famiglie in miseria, come quelle di Samena e Nafas Gul, ma rappresenta una protezione essenziale e il requisito di una vita dignitosa, soprattutto per le donne. 
Le abitazioni sono state ricostruite secondo i semplici modelli locali, in modo strutturalmente sicuro, con materiali locali e manodopera reperita all’interno della comunità. Questa scelta ha consentito sia di garantire un intervento rapido e adeguato al contesto, sia di offrire una piccola, ma concreta opportunità ai lavoratori del territorio colpito.
L’intervento è stato concepito come avvio di un’azione più ampia, replicabile per altri nuclei familiari quando saranno reperite le necessarie risorse.
Afghanistan, Nangarhar – 2026
Il progetto è stato finanziato con fondi di NOVE Caring Humans
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