24Set

Women Business PrizeAfghanistan

Premio alla resilienza e alla creatività delle imprenditrici afghane sotto il regime talebano

Le radici di questa iniziativa risalgono al 2020, quando NOVE organizza con successo a Kabul il Daring Women in Business Prize (https://novecaringhumans.org/progetti/dwb/) per incoraggiare le imprenditrici a resistere alla grave recessione causata dalla pandemia Covid-19.

Nel 2021 i talebani prendono il potere e la seconda edizione del Premio deve essere cancellata. NOVE però non si arrende: continua a trattare con le autorità finché ottiene l’autorizzazione a riorganizzare il Premio, che prende il nome di Women Business Prize – Afghanistan, e si svolge a Kabul il 7 luglio 2025, in collaborazione con il Ministero del Commercio e dell’Industria dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan.

La competizione è aperta a tutte le donne residenti in Afghanistan che guidano imprese o hanno una valida idea imprenditoriale. Al bando, lanciato a livello nazionale, in pochi giorni rispondono oltre 140 candidate da 11 province, alcune scrivendo a mano da zone remote.

Perché offrire un premio all’imprenditoria femminile in Afghanistan, paese tra i più poveri del mondo, dove le donne hanno perso quasi ogni diritto e milioni di loro hanno un disperato bisogno di cibo, cure mediche, protezione da abusi e violenze orribili? Perché nonostante tutto le afghane riescono ancora a creare e gestire attività imprenditoriali; e se molte restano a livello minimo, di sussistenza, alcune crescono tanto da dare lavoro ad altre donne e sfamare intere famiglie. NOVE ha voluto questo Premio perché le imprenditrici afghane sappiano di non essere dimenticate, per incoraggiarle a non arrendersi.

– Susanna Fioretti Vicepresidente NOVE Caring Humans

La Giuria on line* assegna il primo premio (3.500 dollari) a Nahid Neda Trading and Construction Company di Kabul, impresa di logistica e costruzioni che ha introdotto le donne in settori chiave tradizionalmente maschili.  Il secondo premio (2.000 dollari) va a Nasrin Mawlany di Mazar-e-Sharif, che – per ovviare a scarsa qualità, altri prezzi e forte impatto ambientale degli assorbenti igienici usa e getta – presenta un progetto per produrre assorbenti riutilizzabili.

 La mia vita è stata dura, ma non ho rimpianti perché mi ha resa forte. Oggi non voglio più essere una pilota, fare cose ‘rare’ come sognavo da bambina. Voglio essere una donna d’affari che guadagna e può aiutare donne e bambini poveri. So quanto fa male essere traditi dalla società solo perché sei povero

– Nasrin Mawlany

Il terzo premio (1.400 dollari) è conferito alla business idea di Shahdin Nili di Daikundi: una filiera femminile di produzione conserve, per creare occupazione e reddito per le donne delle aree rurali.

Alle tre vincitrici NOVE offre anche un programma di mentoring di tre mesi, per consolidare le loro attività e sviluppare strategie di crescita. Dopo il Premio, si organizza un incontro tra imprenditrici afghane e quelle di altri paesi per promuovere la collaborazione e la soluzione di problemi prioritari per le afghane, come l’accesso al credito e ai mercati.

Il Women Business Prize – Afghanistan non è solo un concorso, è un luogo di incontro e di scambio di energie femminili. Il nostro obiettivo è farlo diventare un appuntamento annuale, capace di generare opportunità durature e sviluppo reale per le donne afghane.

L’edizione 2026 prevista in primavera è un’opportunità aperta a nuovi partner, donatori e organizzazioni, di far crescere insieme le imprese femminili afghane e contribuire a un futuro più giusto e sostenibile.

Contesto imprenditoria Femminile in Afghanistan

Secondo il rapporto UNDP 2024 “Ascoltare le donne imprenditrici in Afghanistan”, i principali problemi includono:

● Accesso finanziario limitato: le donne sono costrette a fare affidamento sui risparmi personali o prestiti informali a causa delle elevate richieste di garanzie, delle restrizioni alla mobilità e dell’assenza di un sistema bancario conforme alla Sharia;

● Ostacoli alle licenze: solo il 28% delle imprese guidate da donne possiede licenze formali, il che limita significativamente il loro accesso ai mercati e alle opportunità di finanziamento formale;

● Calo delle opportunità di esportazione: le restrizioni logistiche e la riduzione della domanda internazionale hanno costretto le imprenditrici a concentrarsi sui mercati interni con margini più bassi.

Nonostante il contesto difficile, le imprenditrici afghane continuano a dimostrare una straordinaria adattabilità. Un’indagine UNDP del 2024 su 3.122 imprese guidate da donne in 18 province ha rilevato che il 66% ha registrato una crescita aziendale nell’ultimo anno, trainata in gran parte dal sostegno dei donatori, dal miglioramento della qualità dei prodotti e dagli adeguamenti strategici alle mutevoli condizioni di mercato.

Secondo la Camera di Commercio e Industria delle Donne Afghane (AWCCI), sono oltre 56.000 le imprese guidate da donne in tutto il paese. Tuttavia, la stragrande maggioranza di queste opera in modo informale e rimane al di fuori dei sistemi finanziari e normativi formali. Infatti, tra le 17.639 imprese per le quali sono disponibili informazioni dettagliate, ben il 95,7% non è autorizzato.

In sintesi, molte donne sono attivamente impegnate nel mondo degli affari, ma non hanno il riconoscimento legale e l’accesso alle risorse che la registrazione formale consentirebbe.

PARTNER OPERATIVI:

2025: Ministero commercio e Industria Emirato Islamico.

*Membri della Giuria on line: Ferrovie dello Stato Italiane, patrocinatore del Premio;  Savvitas; Lara Ponti – AD  di Ponti e Vicepresidente per Transizione Ambientale e Obiettivi ESG di Confindustria;  Teresa Masciopinto – Presidente di Fondazione Finanza Etica; Francesca Vecchioni, Fondatrice e Presidente di Fondazione Diversity;  Beatrice Lucarella – Presidente Comitato Imprenditoria Femminile Camera di Commercio di Brindisi-Taranto;  Antonella Mariani – Caporedattrice di Avvenire; Cristina Di Silvio – Consulente Legale Commissione per i Diritti Umani dell’Istituzione Internazionale per le Relazioni Diplomatiche (Dip. Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite), e Direttore Affari Legali e Conformità dei Trattati GOEDFA.

DONATORI:

2025: Uplift Afghanistan Fund

Categories: Progetti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *