19Mag

La storia di Fatima: dal buio del passato alla rinascita con Dignity

Fatima, quarant’anni, è sposata da ventuno anni e ha sei figli: Mansur, Qais, Haroon, Saboon, Tamana e Tabasum, che hanno rispettivamente 17, 16, 14, 13, 9 e 8 anni.
La tossicodipendenza di K., suo marito, ha causato gravi problemi alla famiglia sotto ogni aspetto: economico, emotivo e sociale. Il percorso di disintossicazione è difficile e ha un costo che non possono sostenere. K., invece di dare, prende: sfrutta ogni risorsa e contrae spesso debiti per comprarsi la droga.
La necessità di contribuire al bilancio familiare ha costretto il primogenito Mansur a interrompere la scuola alla terza elementare, Qais alla seconda; entrambi vanno ogni giorno per strada a vendere quel che capita.
Fatima, che ha imparato a cucire da una sarta, si ingegna a riparare
e confezionare abiti. Nonostante i loro sforzi, però, i guadagni sono rimasti saltuari, insufficienti per mantenere otto persone. Spesso mancava il cibo e potevano fare affidamento solo sull’aiuto dei vicini. Anche le condizioni abitative sono difficili e lesive della dignità: gli spazi sono condivisi con altre quattro famiglie. Fatima ha sofferto di continui mal di testa, dolori alle mani e ai piedi, e un forte disagio emotivo, con frequenti crisi di pianto. Lei e i figli hanno vissuto a lungo in un clima di incertezza e tensione costante, che li ha fatti soffrire materialmente e psicologicamente.
Nel 2026, Fatima è stata inserita nel progetto Dignity, finanziato dal Trust Nel Nome della Donna, che garantisce un sostegno ad hoc a famiglie guidate da donne in condizioni di estrema vulnerabilità. La garanzia di avere il necessario, ogni mese, è stata per lei “come il sole dopo tanto buio. Non mi ricordavo più che significasse vivere senza angoscia”.
Categories: Storie

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