10Feb

Livia Maurizi – Direttrice di NOVE Caring Humans: 'Non rompiamo muri, li scaviamo da dentro, con pazienza, finché la luce inizia a filtrare'

Livia Maurizi è una professionista della cooperazione internazionale con una solida esperienza nella progettazione, gestione e sviluppo di partenariati in contesti complessi e ad alta fragilità. Economista di formazione, con un Master of Science in Violenza, Conflitto e Sviluppo conseguito alla SOAS – University of London, ha costruito il proprio percorso intrecciando analisi e azione sul campo, con una scelta chiara: mettere le proprie competenze al servizio delle persone, soprattutto di quelle a cui la voce viene sistematicamente negata.

Nel corso della sua carriera ha lavorato in Italia, Africa, America Latina e Asia, collaborando con organizzazioni internazionali, agenzie delle Nazioni Unite e ONG. Ha iniziato nel sistema multilaterale presso il World Food Programme (WFP), nella divisione Government Donor Relations, seguendo l’analisi dei flussi di finanziamento e delle donazioni governative, e contribuendo alla pianificazione strategica e al budget triennale dell’organizzazione: un’esperienza che le ha dato una visione strutturale dei meccanismi che rendono possibile – o impossibile – la risposta umanitaria.

Successivamente ha lavorato in America Latina, dove ha gestito e implementato attività di microcredito, sviluppo di impresa, advocacy ed educazione, a stretto contatto con comunità indigene e staff locale. Un passaggio decisivo per consolidare la sua attenzione ai processi partecipativi e al ruolo delle comunità come protagoniste del cambiamento, non come destinatarie passive di interventi.

È stata poi Partnerships and Resource Mobilization Officer per UNFPA in Sud Africa, occupandosi di coinvolgimento del settore privato, innovazione nei meccanismi di raccolta fondi e rafforzamento delle relazioni istituzionali. In questo ruolo ha contribuito allo sviluppo di strategie di partenariato coerenti con le priorità nazionali e con i programmi dell’organizzazione, tenendo insieme visione, sostenibilità e impatto.

È proprio in questi anni che prende forma in modo definitivo il suo orientamento verso un’idea di cooperazione che

“non arriva dall’alto, ma si costruisce come presenza responsabile”. Un approccio che diventerà centrale nella sua esperienza successiva in Afghanistan: un contesto in cui il cambiamento non si impone, ma si accompagna. Come emerge dal suo racconto delle attività di NOVE nel Paese, «non si può entrare con la forza, né pensare di cambiare tutto subito. Bisogna entrare in modo diverso. Con attenzione. Con ascolto. Accettando che il cambiamento vero richiede tempo, fiducia e tanti piccoli passi che dall’esterno sembrano invisibili».

Il legame con NOVE Caring Humans è nato nel 2015: entrata nell’organizzazione come Project Officer, ha seguito progetti di empowerment femminile, formazione, inclusione sociale e sostegno alle persone migranti, in Italia e soprattutto in Afghanistan. In questo ruolo ha coordinato partner istituzionali e locali, curato il dialogo con donatori pubblici e privati, sviluppato strumenti di monitoraggio dell’impatto, contribuendo alla definizione della strategia di crescita dell’organizzazione. Con il tempo, questo impegno si è trasformato in una responsabilità sempre più ampia, fino ad assumere il ruolo di Direttrice di NOVE Caring Humans, affiancando la governance e guidando lo sviluppo operativo e strategico delle attività.

In Afghanistan, Livia contribuisce in modo diretto a definire e sostenere quello che lei stessa descrive come

“un lavoro silenzioso: un’azione quotidiana fatta di ascolto, presenza costante e negoziazione paziente in un contesto segnato da tabù invisibili ma profondamente radicati. Qui non esistono scorciatoie: ogni iniziativa deve muoversi con cautela, perché superare certi limiti non significa solo rischiare il fallimento di un progetto, ma mettere in pericolo le persone coinvolte”.

Il suo lavoro si concentra quindi sulla costruzione di fiducia, sulla lettura attenta dei limiti non detti e sull’individuazione di piccoli varchi operativi, spesso impercettibili dall’esterno, ma decisivi per la vita delle donne.

Dopo il ritorno al potere dei Talebani nell’agosto 2021, Livia ha preso parte alle scelte più complesse e controcorrente dell’organizzazione: restare e riorientare le attività. In una fase in cui molte organizzazioni hanno interrotto le proprie operazioni, il lavoro di NOVE è proseguito attraverso un dialogo costante con le autorità locali, fatto di richieste, chiarimenti e negoziazioni che non intaccassero i principi fondamentali dell’organizzazione.

Per Livia Maurizi, la cooperazione non è una professione neutra, ma una scelta etica e consapevole, che implica esporsi, assumersi responsabilità e accettare la fatica emotiva del lavoro nei contesti di crisi. Un lavoro che significa, prima di tutto, mettersi al servizio delle persone.

«Non rompiamo muri»

È la filosofia che attraversa il suo operato in NOVE,

«li scaviamo da dentro, con pazienza, finché la luce inizia a filtrare».

Categories: Storie

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