LETTERE DA KABUL
La rubrica mensile di Alberto Cairo

Ancora un torneo di basket, ancora lo sport per andare oltre le barriere
20 maggio 2026
Dal 7 al 12 maggio, grazie al programma di NOVE La Forza dello Sport, a Kabul si è svolto il torneo di basket in carrozzina tra otto delle quattordici squadre provinciali del Paese, la Serie A. Favorite le formazioni di Kabul, Mazar e Faizabad, le altre pronte ad approfittare di qualsiasi momento di debolezza delle prime.
Il torneo ha seguito una procedura ormai collaudata, con il primo giorno dedicato alla classificazione, attività che provoca regolarmente proteste e discussioni (avviene in tutti i tornei del mondo).

La classificazione serve a verificare il livello di disabilità di ciascun giocatore e ad attribuirgli un coefficiente. Più la disabilità è severa, più il coefficiente (chiamato classe) è basso. Avere un coefficiente basso e allo stesso tempo fornire buone prestazioni accresce le probabilità del giocatore di essere schierato in campo.
Di lì, il tentativo di farsi riconoscere una maggiore disabilità e una riduzione di classe, spesso con sceneggiate da attori consumati che mettono in mostra nuove improvvise limitazioni fisiche unite a espressioni di sofferenza.
Con pazienza e fermezza si valuta il caso e si applicano le regole. Per lo più le recite terminano con sorrisi e strette di mano. Alcuni (pochi) non rassegnati continuano per un po’ la messa in scena.
Ogni anno le squadre vengono sistemate da NOVE in alberghi locali. Quest’anno una novità. Il Comitato Paralimpico Afghano per la prima volta ha messo a disposizione i propri dormitori, un gesto di inattesa collaborazione (comincia forse a capire che organizzare il torneo è compito suo?). I giocatori, tuttavia, sospettosi verso ogni cosa appartenente al governo, hanno manifestato forte perplessità.
Le partite si sono tenute sul campo del Centro Protesi della Croce Rossa.
La prima sorpresa è arrivata dalla squadra di Faizabad battuta a pochi secondi dal fischio finale da quella di Herat. Una sconfitta grave. Kabul e Mazar, come previsto, hanno iniziato bene, vincendo facilmente. Jalalabad, non tra le favorite, si è mostrata in gran forma, con alcuni giocatori inarrestabili, autori di punti spettacolari.
Sono oltre dieci anni che NOVE organizza tornei simili. Ogni volta mi trovo a pensare a come sarebbero molti dei giocatori senza il programma La Forza dello Sport. Non giocherebbero, ovviamente, e lo sport, per loro, sarebbe guardare altri farlo, in genere in TV. Ma c’è di più. Non sarebbero gli esseri che sono diventati. Lo sport ha contribuito ad abbattere barriere reali e insicurezze, solitudine e isolamento, li ha rafforzati fisicamente, li ha resi consapevoli delle proprie potenzialità e dei propri diritti. Impossibile contare quanti di loro hanno deciso di riprendere gli studi, di iniziare corsi professionali o di intraprendere attività commerciali dopo avere ritrovato la fiducia in sé stessi grazie allo sport. Che ha inoltre contribuito – seppur in piccola parte – a cambiare lo sguardo della gente, l’opinione che la società ha della disabilità. E tutto questo unito a divertimento, passione, gioia.
