03Ott
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NOVE e Avvenire per le donne Afghane
NOVE e Avvenire per le donne Afghane Nabila e le altre: «Noi, disoccupate per forza» Il divieto talebano che ha imposto la chiusura dei centri estetici ha lasciato senza lavoro decine di migliaia di donne. Tra queste anche molte delle donne che avevano frequentato i corsi di formazione professionale di NOVE. Su Avvenire le loro [...] Read More >>
29Set
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Rassegna stampa 2023
Rassegna stampa 2023 03/01/23 - Lavorare in Afghanistan nonostante l'editto dei talebani -  Intervista a Flavia Mariani: https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/01/03/news/lavorare-in-afghanistan-nonostante-l-editto-dei-talebani-il-racconto-di-nove-onlus-4816350/ https://propubblica.it/esteri/101002-lavorare-in-afghanistan-nonostante-leditto-dei-talebani-il-racconto-di-nove-onlus/ 03/01/23 -  NOVE racconta le drammatiche conseguenze dell'editto talebano in Afghanistan - Comunicato: http://www.korazym.org/83479/la-ong-nove-racconta-le-drammatiche-conseguenze-delleditto-talebano-in-afghanistan/  09/01/23 - Diretta Radio Bullets con Susanna Fioretti, Riccardo Noury, Barbara Schiavulli, Angela Gennaro: https://fb.watch/hYTelw13IA/ 11/01/23 - Vatican News radio  – diretta [...] Read More >>
27Set
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Molto più che una questione di duro lavoro. Storia di Hasna

Hasna ha 33 anni, vive a Herat e ha iniziato a fare sartoria quando aveva 15 anni. Durante il governo repubblicano, aveva un negozio nel mercato femminile di Herat. Una volta messi da parte abbastanza soldi per poter assumere altre donne, ha avviato una vera impresa di sartoria (…)

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19Set
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Sopravvivere vendendo cosmetici in Afghanistan. Storia di Laila

Laila ha 25 anni, vive a Kabul e ha iniziato a lavorare dopo aver frequentato i corsi di formazione professionale di NOVE in sviluppo aziendale.
6 mesi fa, ha avviato un negozio online di prodotti cosmetici e di bellezza per donne. Vende prodotti sia afghani che stranieri ed è anche una grossista che fornisce prodotti di bellezza a alcuni negozi nei mercati di Kabul (…)

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15Set
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Un nuovo inizio. Storia di Nisar

Nisar ha dodici anni e da ormai un anno e mezzo vive nell’orfanotrofio di Kapisa . Suo padre è morto 9 anni fa, 2 anni fa, a causa di una grave malattia, ha perso anche la mamma. La sorella maggiore, di 20 anni, si è sposata e si è trasferita in Iran. Alla morte della mamma, Nisar e sua sorella Behista di 13 anni, si sono trasferiti dallo zio, l’unico parente rimasto (…)

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04Set
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Mi sembrava che una lama mi avesse trafitto l’anima. Storia di Nabila.

Avevo un lavoro non molto remunerativo, mia suocera e mio marito riuscivano a fare dei lavori saltuari, unendo i proventi riuscivamo ad andare avanti. Dopo l’arrivo dei talebani la crisi è diventata sempre più grave, i prezzi sono diventati sempre più alti e il lavoro è iniziato a mancare. Io ho perso il mio impiego e i lavori, sempre più saltuari, non bastavano a mantenerci (…)

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01Set
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Una vita lontana da preoccupazioni e povertà. Storia di Rustam

Rustam ha 9 anni e un fratello più piccolo, Omer, di 7 anni. Fino ad agosto 2021, entrambi vivevano con la madre e il padre. Dopo l’instaurazione del regime talebano, però, il padre ha sviluppato una tossicodipendenza, ha abbandonato la sua famiglia e non è più tornato a casa. Ancora oggi non sanno dove si trovi e se sia ancora vivo (…)

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30Ago
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Lottare per la vita sempre. Storia di M. e di sua mamma N.

Quando, ad agosto 2021, i talebani riprendono il potere, chi può cerca di scappare e di arrivare in fretta in aeroporto con la speranza di poter salire sul primo volo umanitario. N. è una donna colta, lavora nell’ambito internazionale e ha in grembo una figlia che dovrebbe nascere a giorni; se dovessero rimanere in Afghanistan la loro stessa sopravvivenza sarebbe a rischio (…)

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28Ago
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Storia della Discriminazione positiva

Vivo in Afghanistan dal 1990 e mi occupo di persone rese disabili direttamente dalla guerra -come le vittime delle mine anti-uomo-, o con problemi motori dovuti a malattie, incidenti, cause congenite. Il lavoro consiste nella riabilitazione fisica (fisioterapia, protesi, carrozzine), e nell’inclusione sociale (attraverso la scuola, corsi professionali, micro-prestiti, impiego e sport) per reinserire la persona disabile nella società con un ruolo dignitoso. È l’obiettivo finale e il più difficile.

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